mag 18 2012

Due cadaveri in mare a Venezia

Due cadaveri in mare a Venezia,forse pescatori

Roma,  Poco prima di mezzogiorno, secondo quanto si è appreso al comando generale delle Capitanerie di Porto, la Guardia costiera di Jesolo ha recuperato un cadavere vicino alla costa. Verso le 14, il ritrovamento di un altro corpo è stato effettuato dalla Capitaneria di Venezia.

Nel pomeriggio i familiari di due pescatori di Chioggia hanno denunciato alla locale Guardia costiera che i loro parenti, partiti la sera precedente per una battuta di pesca con una piccola imbarcazione, non erano più tornati. In base ad una prima ricognizione fotografica potrebbero essere loro i due uomini recuperati senza vita in mare.

La circostanza strana, viene sottolineato, è che i due cadaveri sono stati recuperati molto distanti l’uno dall’altro, nonostante le condizioni del tempo fossero buone; tra Chioggia e Jesolo, inoltre, ci sono 24 miglia di mare. Sull’episodio sono in corso accertamenti da parte della polizia.

Red.ag.

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mag 18 2012

Ruvo:Il sindaco Ottombrini traccia un bilancio dell’attività amministrativa

Ruvo, ad un anno dalla sua elezione il sindaco Ottombrini traccia un bilancio dell’attività amministrativa

Ruvo di Puglia (Bari) – Nella scorsa legislatura, Vito Nicola Ottombrini ha ricoperto l’incarico di presidente del Consiglio Comunale. In quell’attuale, invece, riveste il ruolo di sindaco di Ruvo di Puglia. Un mandato difficile da svolgere, non solo perché siamo in un periodo caratterizzato da una crisi economica mondiale senza precedenti, ma anche perché a livello locale, l’amministrazione comunale da lui guidata, ha dovuto fronteggiare le difficoltà causate dalla mancanza di dirigenti a Palazzo Avitaja e il crescente allarme sociale nel paese. “Quando sono subentrato al sindaco uscente – esordisce il primo cittadino ruvese in versione casual e non con la tradizionale giacca e cravatta – al Comune non vi erano più dirigenti poiché il loro incarico era legato al mandato del mio predecessore. Una carenza che sarà risolta a breve, affidando nuovi incarichi ad otto funzionari interni del Comune per riorganizzare l’assetto degli uffici comunali, contando sulle professionalità locali che non mancano. Inoltre, parlando tutti i giorni con i cittadini che vogliono interloquire con me – prosegue Ottombrini – ho potuto constatare che c’è una maggiore necessità di aiuti alle famiglie. Il ritornello, quando i ruvesi vengono in municipio per sottopormi i loro problemi, è sempre il solito: casa, lavoro, contributi”. A circa un anno dalle elezioni che lo hanno visto diventare sindaco di Ruvo, Ottombrini traccia un bilancio della propria attività amministrativa. “Il bilancio è positivo – rimarca il primo cittadino ruvese – quando a novembre siamo andati a rivedere il consuntivo economico del Comune, con il disavanzo di amministrazione ed una parte proveniente da un mutuo da contrarre con la Cassa Depositi e Prestiti, siamo andati a mettere un punto fermo non solo sulla ristrutturazione della Casa di Riposo ma anche sulla possibilità di riapertura di Palazzo Caputi, che dovrebbe diventare una sede della cultura. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo anche partecipato ad un bando che la Regione Puglia ha emesso nel febbraio scorso e di cui attendiamo l’esito. L’obiettivo è quello di ristrutturare Palazzo Caputi per renderlo fruibile alla cittadinanza. Abbiamo emesso anche i relativi bandi cui hanno partecipato parecchie aziende, a dimostrazione della carenza di lavoro. Per ogni bando – sottolinea Ottombrini – hanno partecipato minimo 130 aziende, che non essendoci commesse, tentano tutte di potersi accaparrare un lavoro. Abbiamo completato, inoltre, l’iter per l’affidamento dei lavori in piazza Dante e per la ristrutturazione della Casa di Riposo. Due grossi impegni raggiunti dalla precedente amministrazione comunale ma avviati dall’attuale giunta municipale. Ci auguriamo che entro un anno tutto questo possa essere messo a disposizione della città”. Dopo aver sottolineato che l’avviato servizio di raccolta differenziata è cresciuto dal 9% al 22-25%, segno che i cittadini hanno compreso l’importanza di depositare i rifiuti negli appositi contenitori, il sindaco di Ruvo si è soffermato sui recenti incarichi assegnati a quattro consiglieri comunali della maggioranza di centrosinistra. “Hanno il potere di sviluppare proposte su specifiche tematiche che devono portare a compimento con gli assessori – spiega Ottombrini – potranno apportare delle idee nuove che dovranno essere sempre attuate con gli assessori”. Poi spazio alla vicenda degli espropri, su cui il 17 maggio si esprimerà il Tar.

“E’ necessario che troviamo una soluzione al problema, poiché le sentenze della magistratura potrebbero mettere in difficoltà non solo i soci delle cooperative ma anche tutta la città. Un argomento di non facile soluzione. Al presidente della Cassazione – racconta il sindaco in esclusiva a Ruvodipugliaweb – ho scritto una lettera chiedendo un’audizione per rappresentare direttamente quello che è avvenuto per delle sentenze, secondo me, fuori dell’ordinario. Chi deve decidere deve anche guardare la realtà locale, per evitare di andare incontro ad un problema economico per l’ente-comune”. Infine, fari puntati sul turismo e le tante iniziative promosse per attirare visitatori in città.

“Le varie categorie ruvesi – sottolinea Ottombrini – cominciano a ragionare diversamente. Hanno capito che è bene mettersi insieme per creare delle iniziative in grado di portare vantaggi non solo a loro ma anche alla città. Sono convinto che quest’anno rimetteremo in piedi il discorso del Festival Talos che mi auguro – conclude il sindaco di Ruvo – possa portare maggiore visibilità della nostra città a livello nazionale ed internazionale”.

Massimo Resta

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mag 18 2012

Avevamo visto giusto

Mentre il Paese continua a soffrire per una recessione economica senza precedenti, il Parlamento s’interessa della questione correlata al voto dei Connazionali all’estero. Evidentemente, i fatti nazionali, pur nella loro gravità, sono demandati a tempi migliori.

Intanto, c’è un’ampia intesa nel ridurre, se non eliminare, i Parlamentari eletti oltre frontiera. I candidati dovrebbero ridursi a 8 per la Camera e 4 per il Senato. La formula”18” dovrebbe, di conseguenza, avere vita breve. Così, però, si andrebbe a concludere poco. Ma è la stessa esistenza della Circoscrizione Elettorale Estero ad essere messa in seria discussione. A questo livello, non c’è maggioranza e opposizione. In buona sintesi, nelle more della Riforma della Legge Elettorale, non si mette in discussione il diritto di voto dei milioni di Connazionali oltre confine. Si discute, però, sul meccanismo elettorale che, già da tempo, abbiamo considerato superato e non più in armonia con la realtà politica nazionale. Le critiche, per la verità, non sono mancate neppure a livello parlamentare. Magari, si sono evidenziate in ritardo, ma non ci sono sfuggite. Un primo segnale che il nostro dire era fondato ed in tempi non sospetti. Trascurando la proposta di ridurre il numero dei Parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero, vedremmo positivamente la “fine” di questa Struttura che non ci ha mai convinto proprio perché gli eletti andavano a confluire in Partiti già in essere nel Bel Paese, non permettendo una corretta rappresentatività della nostra Comunità oltre frontiera per un’indiscutibile disciplina di partito. Nel frattempo, gli stessi partiti nazionali si sono “frantumati” e gli eletti nella Circoscrizione Estero ne hanno seguito le infauste sorti. Arcaico anche il voto per posta e macchinoso il meccanismo elettorale in caso di rientro in Patria per l’esercizio del più democratico dei diritti. Meglio, quindi, rivedere tutta la questione tramite il varo del voto “universale”; quello che avevamo ipotizzato già da tempo. In altri termini, i Connazionali all’estero dovrebbero essere messi nelle condizioni di votare candidati residenti oltre frontiera, ma anche candidati nazionali. Con questa premessa, sempre meno peregrina, potrebbe anche trovare spazio un Partito degli italiani dall’estero capace d’autonomia politica e con la possibilità di proporre, al momento opportuno, alleanze con formazioni politiche nazionali. E’ inutile negarlo: l’attuale meccanismo elettorale d’oltre frontiera non piace più a nessuno. Pure se i rappresentanti dei Partiti espongono in modo differente le loro motivazioni. Tutti sono, però, d’accordo che cambiare non solo è possibile, ma anche necessario. Su questa realtà c’eravamo pronunciati da almeno due anni, ma sembravamo destinati a dialogare con una formazione di “sordi”. Ora i tempi sono mutati. Magari con un certo ritardo nella tabella di marcia. Nella nuova legge elettorale si dovrà favorire un meccanismo che consenta a tutti l’esercizio del voto che, come abbiamo più volte scritto, è da correlare unicamente alla cittadinanza e non deve, in alcun modo, fare riferimenti alla residenza oltre confine degli elettori.

Giorgio Brignola

 

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mag 18 2012

Crisi energetica

Quando c’è aria di “crisi”, i primi prodotti a gonfiarsi nel prezzo, sono la benzina ed il gasolio. Insomma, nel tempo in cui tutto è “tranquillo” si rileva dal prezzo ”stabile” dei combustibili per autotrazione.

Nella primavera del 2011, laddove Berlusconi ci assicurava un futuro più roseo e non in salita, la benzina prezzava 1,5 Euro il litro. In giro di dodici mesi il suo prezzo è aumentato ad un Euro 1,85 e la tendenza è a salire. Non è neppure una questione d’aumento del prezzo del greggio legato, per la quasi totalità, ad un listino internazionale che anche i più scaltri speculatori si guardano bene di “gonfiare”. Eppure, in UE è da noi che il prezioso derivato dal petrolio costa in maniera sempre più esosa. In Italia, circa il 80% del greggio lavorato è acquistato da multinazionali petrolifere ed il restante 20% del grezzo è estratto da pozzi di proprietà ENI. Pure se, anche al barile, il prezzo dell’oro nero è stabile da mesi, il costo alla pompa dei suoi principali derivati (benzina e gasolio) ha raggiunto valori proibitivi.

Oltre ad una borsa internazionale del greggio, sulla quale non è possibile azzardare previsioni anche a medio termine, da noi ci pensa lo Stato a gonfiare i prezzi al consumo. Tra accise ed imposte, la benzina è caricata del 58% ed il gasolio del 51%. Come a scrivere che la metà, e più, del prezzo dei combustibili è costituita da un carico fiscale che dovrebbe, in teoria, far meglio funzionare la macchina dell’Azienda Italia. Di fatto, poi, non è per nulla così. Ma non basta. Sul prezzo dei combustibili alla pompa c’è da tener conto degli utili dei distributori. L’importo è di circa 14 centesimi al litro. All’origine, ci sono le spese di trasporto. Senza, ancora, considerare che in Italia esiste una rete di distribuzione tra le più imponenti d’Europa.

Le concessioni sono oltre 25.000. Solo di recente il cordone è stato saggiamente ristretto. Ora non è facile, per chi non è nel settore, azzardare delle ipotesi. Però, con buon senso, ci sembra possibile rendere pubbliche alcune riflessioni che, magari, altri hanno in mente. Dato che siamo in Unione Europea e che tutti i Paesi UE sono nella necessità d’importare greggio, si potrebbe varare una borsa sul prezzo dei combustibili per autotrazione per calmierare, in definitiva, il prezzo alla pompa. Siccome nessuno, per la carità, è intenzionato a rimetterci, come mai il prezzo della benzina è tanto diverso tra Paese e Paese? Per farla breve, sarebbe necessario rivedere il prezzo finale dei combustibili. Tassando maggiormente il greggio, al momento del suo ingresso in raffineria e ridurre quello di vendita dei derivati alla pompa.

In definitiva, le accise non andrebbero a diminuire, ma sarebbero diversamente distribuite; con buona pace degli automobilisti e del mercato delle autovetture che ha registrato, in quest’ultimo anno, una contrazione del 20% a livello internazionale. Andrebbe, forse, anche meglio se si favorisse una maggiore libera concorrenza a prodotto finito. Lo Stato non andrebbe a rivedere le accise, ma le compagnie potrebbero giocare sulle quantità di combustibile venduto per ridurne il prezzo alla pompa. Sull’oro nero, da quando mondo è mondo, sono troppi quelli che vogliono specularci a discapito dei consumatori che sono la ruota debole della filiera. A rimetterci, come il solito, restano gli automobilisti che, data la crisi, si sono indirizzati, da tempo, verso altre fonti energetiche a basso prezzo ( GPL e Metano).

Per ora, su questi combustibili alternativi le accise non ci sono; però i distributori scarseggiano e c’è da installare un impianto d’utilizzo che ha un certo costo. Benzina e gasolio restano, di conseguenza, i combustibili ancora più in uso e anche i più cari.

Giorgio Brignola

 

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mag 18 2012

La pecora capitalistica e la lana

Olaf Palme sosteneva che il capitalismo è una pecora ben pasciuta; la social-democrazia, a suo dire, doveva limitarsi a tosarla, per il bene di tutti.

Fuor di metafora: il capitalismo genera tanta ricchezza; si tratta solo di ridistribuirla secondo equità. Come mai, allora, la social-democrazia è in crisi da decenni? Semplice: la pecora capitalistica si è ammalata e ha cominciato a produrre meno lana, e pure di qualità inferiore. Il meccanismo, insomma, si è inceppato. La colpa è di coloro che hanno allevato e nutrito la pecora, non certo dei social-democratici, che intervenivano nella fase finale, quella della tosatura. I social-democratici, in fondo, hanno solo scommesso sulla salute di una bestia alla quale i grandi gruppi capitalistici-finanziari iniettavano dosi massicce di ormoni per la crescita (la speculazione finanziaria). Sennonché, la pecora, a causa di questa cura, è diventata ipertrofica, rischiando di schiattare. I social-democratici, quindi, una pecca l’hanno avuta: a un certo punto, si era arrivati al paradosso che alcuni di loro, i laburisti di Blair in particolare, professavano una fede incrollabile nell’economia finanziaria quanto, se non più, dei capitalisti stessi. L’importante è che si produca, che si crei ricchezza; il come non ci interessa. Noi, socialisti liberali, siamo comunque virtuosi perché: (a) non intacchiamo la libertà di iniziativa economica, lievito della liberal-democrazia; e (b) garantiamo la giustizia sociale, rimediando alle storture del sistema capitalistico. Del resto, è dimostrato che la tassazione – la tosatura della pecora – ci procura ingenti risorse che investiamo per il bene della comunità.

Il ragionamento filava alla perfezione finché c’era la guerra fredda. La social-democrazia era una sintesi, una via aurea perfetta, tra il liberismo (dittatura del mercato & libertà politiche, ma senza democrazia economica) e il comunismo (dittatura dello Stato burocratico & eguaglianza, ma senza libertà, né politica né economica). Venuto meno il comunismo, le cose sono apparse in una luce diversa. La globalizzazione, poi, ha sconvolto tutti gli equilibri preesistenti. L’emergere di nuovi allevamenti di ovini in giro per il mondo, ha deprezzato la lana della pecora capitalistica – che, ci siamo dimenticati di dirlo, era occidentale.

La social-democrazia ha un merito politico straordinario: ha inventato lo Stato sociale, la più grande conquista civilizzatrice del mondo moderno. Ma è ancora attuale quell’invenzione? Sì, a patto che la social-democrazia sappia rinnovarsi e reinventarsi. Il problema – su questo, dobbiamo ammetterlo, Lombardi e Berlinguer avevano ragione – è che i fautori del compromesso social-democratico non hanno mai messo in discussione il meccanismo del capitalismo: il consumismo sfrenato, il materialismo economicistico (il profitto fine a se stesso). Né potevano erodere il sostrato psicologico di quel sistema: l’egoismo. Insomma: l’etica solidaristica del Welfare state cozzava con la ratio della struttura economico-sociale sottostante. Sicché, non appena la social-democrazia si indeboliva elettoralmente, ecco che le destre, tornate al governo, in men che non si dica mandavano in overdose ormonale la pecora capitalistica. I social-democratici e i liberal-socialisti erano impotenti, perché raramente si erano posti una domanda cruciale: quale crescita, in funzione di quale tipo di società? Morale: dobbiamo tornare alle nostre radici, e cioè al pensiero socialista. Sarebbe insensato riproporre il kolkoz sovietico, fattoria centralizzata e burocratica; guai a intaccare la proprietà privata e la libertà di impresa. Dobbiamo piuttosto incentivare un allevamento misto, in cui la pecora capitalistica impari a convivere con pecore cooperative. Così, accanto alla lana tradizionale, ve ne sarà una di qualità migliore. Vanno, cioè, incrementate forme di produzione e di lavoro incentrate sulla spiritualità solidaristica e comunitaria: il cooperativismo e l’economia di comunione (democrazia economica; mutualità e non legge del profitto; valore sociale dell’imprenditoria); la green economy (la compatibilità ambientale è rispetto per i posteri); il terzo settore (volontariato, banche etiche, ONG non-profit). Occorrono investimenti mirati e massicci in quei settori, accompagnati da una capillare opera di rieducazione politico-culturale. Solo così creeremo nuova ricchezza e nuovi posti di lavoro con un valore aggiunto, di natura spirituale. L’ossessione per il guadagno materiale porta alla mercificazione dell’uomo. Il primato dell’individuo sulla comunità giustifica l’interesse egoistico, la rendita parassitaria e il privilegio. C’è invece un capitale umano preziosissimo, che è anche la cifra della nostra civiltà: la capacità di relazionarsi all’altro in base a logiche di mutualità, di soccorso reciproco. Smettiamola una buona volta di adorare il totem del PIL e della crescita a dismisura e purchessia. La soluzione non è nella decrescita felice, illusione nutrita di anti-modernità, bensì in una crescita armonica: equa e solidale. I socialisti credono nella scienza, nella tecnologia e nel progresso. Occorre pensare e agire in grande, su scala sovra-nazionale, europea e globale. I socialisti sono internazionalisti per definizione. E chi crede nell’attualità del socialismo, non può sottrarsi a due doveri morali: la solidarietà verso i propri simili, soprattutto gli umili e gli oppressi, chiunque siano e ovunque si trovino; il rispetto verso il mondo naturale in cui viviamo, unico bene duraturo che lasceremo in eredità alle generazioni future.

Edoardo Crisafulli

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mag 18 2012

Italia: ci vuole crescita e lavoro

di Antonio Guarnieri

Questo Governo tecnico deve ricordarsi dei problemi del paese, deve farsi carico con responsabilità di questi che  riguardano l’intero paese e non solo di alcune Regioni.

I problemi sono numerosi e richiedono uno sforzo di analisi e di intervento immediato.

Bisogna avere consapevolezza della loro portata e recuperare la determinazione necessaria per fronteggiarli.

Perché ciò accada bisogna che si crei un circuito virtuoso in campo economico e politico volto al superamento di vecchie fratture tra nord e sud c’è bisogno di valorizzare tutta l’Italia,  che resta, nonostante tutto, una Nazione dalle infinite potenzialità: turismo, cultura,  moda, artigianato e non per ultimo l‘enogastronomia. Per ottenere  questo c’è bisogno di investimenti, nei trasporti,  nei servizi, ed aiuto alle piccole e medie imprese così ci sarà più crescita e lavoro per i giovani.

il Governo tecnico e i partiti che lo sostengono devono  pensare di più alla crescita dl Paese con  politiche serie senza guardare agli interessi personali.

Il popolo italiano aspetta da anni che qualcosa cambi!

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mag 18 2012

Francobollo dedicato alla cattedrale di Trani

Il primo giugno l’annullo speciale per i filatelici. Stampati oltre 2 milioni di esemplari dal Poligrafico di Stato.

Un francobollo dedicato alla Cattedrale romanica di Trani. Poste italiane emetterà il francobollo ordinario del valore di 60 centesimi a partire dal 1 giugno prossimo. Sarà stampato dall’Istituto poligrafico della zecca dello Stato con una tiratura di 2 milioni e 700mila esemplari e sarà in vendita in tutti gli sportelli filatelici del territorio nazionale, negli «Spazio Filatelia» di Roma, Milano, Venezia, Napoli, Trieste, Torino e sul sito internet www.poste.it.
Il disegno è stato realizzato dalla bozzettista Rita Morena e raffigura la facciata principale della Cattedrale di Trani, importante esempio di architettura romanica. Insieme al francobollo sarà in vendita anche un commento all’emissione con articolo a firma del vescovo di Trani, Giovan Battista Pichierri. Lo sportello filatelico dell’ufficio postale di Trani utilizzerà, il giorno di emissione, l’annullo speciale realizzato a cura della Filatelia di Poste italiane. La richiesta di avere un francobollo dedicato alla cattedrale romanica era stata avanzata al ministero per lo Sviluppo economico, lo scorso anno, dalla sezione tranese della Società di storia patria per la Puglia. Ad un anno di distanza, una delle tre città dell’ultima e più piccola provincia pugliese, si vedrà immortalata e diventerà, non solo sul piano storico, artistico ed architettonico, ma anche storico-filatelico, un cimelio da conservare, studiare, conoscere, apprezzare, meglio diffondere e valorizzare.

Giuseppe Massari

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mag 18 2012

Frammenti di terra e magia è una raccolta di poesie

Al circolo la scaletta si presenta il libro di Domenico Dimase. “Frammenti di terra e magia” è una raccolta di poesie. Domani alle ore 18 e 30

Verrà presentato oggi, venerdì 18 maggio, a Matera, alle ore 18 e 30, al circolo La Scaletta in via Sette Dolori n. 10 il libro di poesie “Frammenti di terra e magia” dello scrittore materano Domenico Dimase. Oltre all’autore saranno presenti all’incontro Bruna Lapolla presidente del Circolo La Scaletta e i relatori Francesco Paolo Francione e Carlo Abbatino. Nel corso della serata Milena Orlandi declamerà alcune poesie tratte dal libro. Il volume “Frammenti di terra e magia” arriva dopo l’esperienza nella narrativa con le opere edite “Gli occhi sulla montagna” (EditricErmes 2005),

“Le Magnifiche stagioni di Ermenengildo” (Il Filo Editore 2009) e la produzione di altre opere inedite. Adesso lo scrittore materano si cimenta con il variegato mondo della poesia, regalandoci un affresco intrigante e moderno di liriche che rappresentano una sorta di cammino originale in questo genere letterario, come se avesse voluto sorprenderci e attirare la nostra attenzione sulla dimensione reale dell’uomo contemporaneo e su ogni realtà che lo circonda.
Con la Raccolta “ Frammenti di terra e di magia”, (Tindari Patti editore 2011), l’autore si mostra in tutta la sua straordinaria sensibilità e pacatezza, artista in grado di dilatare i confini del tempo e dello spazio e di offrirci una silloge dalla incomparabile poliedricità, una sorta di opera omnia dove protagonista assoluto è l’amore per la vita, per un mondo ricco di sfumature e di tesori che il poeta mette a disposizione, sciorinando con maestria delicate liriche. Coinvolge il lettore inebriandolo, avvolgendolo in un turbine di emozioni, sensazioni, sussulti.

E su queste pagine che l’artista lentamente trascende se stesso, immedesimandosi in tutto ciò che vede con il suo sguardo ora nella natura, ora tra la sua gente, tra le note di una musica bandistica o tipicamente ritmica o insinuandosi nell’intimo sentiero dell’animo umano.
Avventurandosi tra le pagine dell’opera si sperimenta l’inevitabile, come su di una tavolozza di colori sulla quale il poeta ha riversato ogni più piccola sfumatura. Il risultato che ne deriva è tangibile, concreto, e si risolve in un mirabile affresco che rende l’amore viscerale per la terra natale di Lucania, per la sua gente, le tradizioni, le sonorità che riecheggiano in ogni pagina, con evocazioni quasi onomatopeiche. La raccolta espande il suo fascino discreto come fragranza, come essenza di una primavera che continuamente fiorisce, muore e rinasce in ciclica frequenza nel cuore del poeta, alimentata dall’abilità di saper leggere con gli occhi tra le mille sfumature della vita.

Provocatoria e classica al contempo, questa raccolta induce a riflettere sulla quotidianità e sui temi esistenziali.

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mag 18 2012

Info-Day PointEuropa: opportunità e strumenti. Il 21 Maggio il programma Europa

Si terrà a Bari, il 21 maggio, il secondo di un ciclo di appuntamenti dedicati alle opportunità e agli strumenti messi a disposizione dei cittadini dalle Istituzioni europee.

Il secondo appuntamento è dedicato specificatamente a “Europa per i cittadini”, il programma europeo che promuove la cittadinanza europea attiva, ovvero il coinvolgimento diretto dei cittadini, delle istituzioni e delle organizzazioni della società civile allo scopo di condividere valori, confrontare esperienze, scambiare opinioni, riflettere sul futuro dell’Unione Europea.

Il programma, infatti, favorisce la partecipazione e la cooperazione tra le istituzioni, le organizzazioni/associazioni attive nel campo della cittadinanza attiva, incoraggia lo scambio di esperienze fra cittadini di diverse aree geografiche, mira a sviluppare un’identità europea fondata su comuni esperienze culturali, a partire dalla valorizzazione del pluralismo delle realtà europee.

Beneficiari del programma sono: autorità ed enti locali e regionali, città/municipalità e loro comitati di gemellaggio, organizzazioni non a scopo di lucro che rappresentino gli enti locali, organizzazioni della società civile, associazioni attive nel campo della cittadinanza attiva, associazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, scuole, università, sindacati, ma anche organizzazioni non governative, associazioni dei sopravvissuti, enti per la coltivazione della memoria, musei, federazioni di interesse europeo generale.

La giornata sarà finalizzata ad approfondire gli obiettivi generali, i settori specifici di intervento, le regole e le modalità di partecipazione ai bandi sulle diverse misure/azioni previste dal programma e a fornire consigli utili a chi intenda approcciarsi alla progettazione europea.

Saranno, inoltre, fornite indicazioni su servizi ed indirizzi utili per reperire la documentazione e per accedere ai servizi di assistenza.

All’incontro parteciperanno diversi testimonial di organizzazioni, comuni e associazioni locali che hanno beneficiato di una sovvenzione nell’ambito di questo programma, per sottolineare la concretezza di queste opportunità di accesso a sovvenzioni dirette.

Il ciclo di incontri, organizzato dal Consiglio Regionale della Puglia – Servizio Biblioteca e Comunicazione Istituzionale, di concerto con lo Europe Direct Puglia dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, si propone un duplice obiettivo: da un lato, illustrare ai partecipanti come si accede a queste opportunità in ambito europeo ed internazionale, dall’altro guidarli nella rete dei percorsi disponibili.

L’Info-Day è realizzato anche con la collaborazione del Europe for Citizens Point Italy del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dall’Associazione Italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa – AICCRE e dal Centro di Servizio al Volontariato San Nicola. L’appuntamento è per il 21 maggio 2012 ore 16,30 Aula Starace – Facoltà di Scienze Politiche di Bari Piazza Cesare Battisti, 1 – Bari.

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mag 18 2012

Il cammino di Santiago

Un confronto a più voci sul tema dei pellegrinaggi religiosi del Medioevo.

Il Codex Calixtinus, gioiello della letteratura del XII secolo, prima guida ufficiale per i pellegrini che volevano seguire i percorsi religiosi e le vie dei santuari, rappresenta uno spaccato prezioso della cultura europea medioevale.

Custodito nella cattedrale di Santiago di Compostela, da cui è stato trafugato l’8 luglio 2011, il Codice non era mai stato tradotto in italiano. Ci ha pensato Cinzia Berardi a portare a termine la poderosa opera di traduzione delle 650 pagine dalla lingua latina tardomedievale, operazione non facile per la sua complessità di temi e riferimenti, ma brillantemente portata a termine con il rigore accademico e la
competenza specifica del Centro Italiano di Studi Compostellani, che ha sostenuto l’impresa. Dopo la presentazione a Roma presso la Reale Accademia di Spagna e nella Università di Santiago di Compostela, il Liceo Tedone presenterà al pubblico la monumentale opera, frutto dell’impegno della concittadina ed ex alunna del Liceo, professoressa Cinzia Berardi, curatrice  della traduzione.

Introdurrà il dibattito Giorgio Otranto, Professore ordinario presso l’Università degli Studi di Bari, Dipartimento di Studi Classici e Cristiani per l’insegnamento di Storia del cristianesimo antico, che tratterà il tema: La religiosità popolare ed il pellegrinaggio medioevale, dalla Puglia all’Europa e si soffermerà sull’analisi del  pellegrinaggi,  veri e propri fenomeni di massa che influirono profondamente sulla società dell’epoca, sotto il profilo economico, religioso e culturale.  . Seguirà l’intervento di Giovannangelo, con un’analisi della  musica sulla via per Santiago ed introdurrà l’ENSEMBLE CALIXTINUS che si esibirà nell’esecuzione dei Canti per la festa di S. Giovanni de Compostela, in forma monodica e polifonica.

Il manoscritto infatti – famoso perché contiene la prima “guida del pellegrino” – è una delle fonti più antiche per la polifonia a due voci, di cui offre venti composizioni, contenute nel primo e nel quinto dei libri che lo compongono.

Mentre la maggior parte delle composizioni del Medioevo è pervenuta anonima, quelle contenute nel Codice, particolarmente quelle d’uso liturgico, si segnalano per essere accompagnate dai nomi dei rispettivi autori: arcivescovi e vescovi francesi le cui attribuzioni sono peraltro da alcuni considerate apocrife.

Nei brani del Codex Calixtinus è possibile cogliere l’evoluzione delle vecchie strutture musicali del canto monodico, arricchite da forme polifoniche ornate come gli organa e  conductus.

Coordinerà l’incontro la prof.ssa Rosanna Pellegrini, docente di Lettere del Liceo. La serata si concluderà con un buffet offerto dalla Cantina Crifo.

L’appuntamento è per lunedì 21 maggio alle ore 18,30 presso il Liceo Scientifico e Linguistico “Tedone”.

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